Ciro racconta...

I  VINI DELLO ZODIACO

Era un genio? O geniali erano le sue idee, ben nascoste dietro una falsa supponenza.

Un signore alto, brizzolato ... aitante, entrò nel locale prima della chiusura. Aveva occhi vispi e sorridenti, un po' da bambino, e una voce che pretendeva attenzione. Fumava il sigaro, anzi li commercializzava, anzi ne regalava ogni tanto … agli aficionados che potevano barattare con altro genere di suo interesse, dei buoni vini ad esempio.

Aprì la sua valigetta di pelle molto vissuta, si assicurò di essere da solo nel locale e iniziò a tirar fuori tante scatole in legno di balsa contenenti sigari, soprattutto italiani ma non solo. Da quel borsone così capiente sbucarono sorprese di vario genere, non solo sigari. I sigari che erano per me puro oggetto del desiderio ma non ne capivo assolutamente nulla: a lui bastò un minuto per accorgersene e lì iniziò il suo show. Mi raccontò con dovizia dei suoi sigari preferiti, poi montò a incastro una nuova scatola di quel legno leggerissimo e ve ne allineò dentro dodici di marche e fattura differenti.

“Mi presento – aggiunse – sono Marco Marco, ti tolgo subito dall'imbarazzo, dammi del tu e chiamami…Marco. Oggi sono qui per regalarti un affare, mi scappa così ma non credere che sia sempre domenica ...; so quanto valgono le mie proposte e le mie mercanzie, lo so molto bene e ti consiglio di approfittare”. I dodici sigari erano per me, un regalo inaspettato di cui non saprei valutare il valore e soprattutto non saprei dire cosa avevo fatto per meritarlo.

Qualcuno lo chiamava Doppio Marco, qualcuno vezzeggiava con Marcomà ma insomma, appresi da lui, si chiamava così, nome e cognome uguali, i suoi erano di Viterbo e aveva tanti parenti in Liguria, nel savonese. Faticai non poco affinché accettasse in omaggio una bottiglia di Barolo Piè franco di Teobaldo Cappellano, produttore storico di Barolo Chinato e non solo. Accettò invece prontamente di bere una bottiglia insieme, perché voleva illustrarmi un progetto a cui teneva molto; erano le quattordici, l'enoteca era chiusa e, con un buon salame e una collinetta di noci, aprii una Barbera d'Asti Superiore SICHEI di Franco Roero che finì molto in fretta. Parlava, parlava e si autocompiaceva del suo parlare; stappai un'altra SICHEI e stavolta, con più dettagli e meno pause per i piaceri del palato, mi spiegò la sua idea. “E' molto semplice, risponde a una necessità e diventa segno distintivo – illustrò Marco – son persuaso che non potrai non constatare che non solo è originale ma piena zeppa di carica empatica”.

Cinque minuti esatti e venni edotto sul progetto “I VINI DELLO ZODIACO”, che serviva quando, a casa o al ristorante, si stappa una bottiglia in compagnia di una nuova fidanzata/o, in una rimpatriata fra coscritti, in una cena fra colleghi di ufficio … di calcetto.

Due soli vini: nero buono (autoctono laziale) e vermentino ligure, confezionati in casse da dodici bottiglie, abbigliate con altrettanti cartigli differenti che rimandavano ai dodici segni zodiacali – con caratteristiche astrologiche e notizie sulle peculiarità eno-gastronomiche del segno. “Così rompere il ghiaccio diventa immediato e divertente”, mi spiegò. Mentre aspetti il cameriere per scegliere il menù, aspetti che ti arrivi il piatto scelto, durante quel quarto d'ora di imbarazzo che, soprattutto fra chi si vede di rado, dura poco ma pesa molto, tu stacchi il cartiglio, agganciato alla bottiglia con un collarino, e inizi a leggere notizie storiche e anche amenità sul segno scelto. Semplice ed empatico, per farsi ricordare anche da chi è esperto conoscitore di vini griffati e superlativi. I giochi, i passatempi ludici, si sa, piacciono a tutti.

I vini li avrebbe prodotti lui che possedeva vigneti nelle due zone; le pratiche per registrare il marchio erano già instradate …, aveva bisogno solo del socio giusto che si occupasse di creare la rete vendita e di affiancarlo nella scelta del format pubblicitario: con soli diecimila euro si diventava socio al 30% della società e si entrava a far parte, parole sue, del sogno.

Mi faceva un regalo, a suo dire, che valeva mille volte quello iniziale della scatola di sigari.

Richiuse la valigetta, ritirò la bozza di piano economico e mi dette qualche giorno. Purtroppo, o per fortuna, temporeggiai e poi declinai l'invito. I soldi li avrei trovati facilmente ma non trovai motivi validi per fidarmi di Doppio Marco; era un treno su cui bisognava saltar su senza tentennamenti e chissà, forse oggi I VINI DELLO ZODIACO sarebbero una realtà di successo.

N. 6     febbraio 2021

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